Drifting agli alletterati

 

 


Quello agli alletterati è un po’ una via di mezzo tra il light drifting ed il drifting vero e proprio. Non a caso gli alletterati sono spesso catturati da lenze destinate ai tonni. In questi casi, le attrezzature sovra-dimensionate rendono la cattura poco gratificante e del tutto casuale anche se, tutto sommato, gradita. Se insidiati con attrezzatura adeguata, invece, questi pesci possono soddisfare anche il pescatore più esperto che sarà impegnato in combattimenti impegnativi e dall’esito non sempre scontato. Inoltre, le catture saranno più numerose.

 

alletterati 2 


Le canne ideali sono delle buone 20 libbre anellate che, con pesci che mediamente si aggirano sugli 8-10 chili, offrono ancora dei buoni margini di sicurezza. Volendo, si può scendere anche di potenza, impiegando canne da 16 o anche da 12 libbre.


I mulinelli da usare sono rotanti della misura del 4/0, sempre meglio se con la frizione a leva, imbobinati col nylon da 40 libbre o 30 libbre per chi è disposto ad assumersi maggiori rischi in cambio di qualche attacco in più e combattimenti all’insegna della sportività.


Stesso libbraggio anche per il finale, in nylon o, meglio, in fluorocarbon, lungo un paio di metri e privo di doppiatura. Comporta qualche rischio ma è inevitabile. Gli alletterati sono spesso abbastanza diffidenti ed abbiamo notato che il numero degli attacchi diminuisce drasticamente se si aumenta il diametro e dunque la visibilità dei terminali.


Anche per gli ami, è bene usarne di non particolarmente grandi. Sia che si utilizzino di tipo “J” sia che si adoperino i “circle”, è bene restare sulla misura 5/0 od al massimo 6/0, anche perché spesso conviene utilizzare la mezza sarda piuttosto che la sarda intera per l’innesco.

 

 
 alletterato a drifting  due alletterati


L’azione di pesca è del tutto simile a quella in drifting per i tonni. La pasturazione sarà però più contenuta. Soprattutto, si utilizzeranno pezzi più piccoli. Da ogni sarda ricaveremo 3 o 4 pezzi in base alle dimensioni. Efficace, in fase di pasturazione, è l’uso del macinato. Le sarde innescate andranno calate a profondità mai eccessive e comunque differenti tra loro ed allontanate a una distanza dipendente dalla corrente, in modo che idealmente si trovino alla stessa profondità della pastura. Per questo si usa  un piombo lungo la lenza e come galleggiante il solito palloncino gonfiato. Se l’allestimento della vostra imbarcazione lo consente, conviene pescare con non meno di 3-4 canne contemporaneamente. Gli alletterati sono pesci gregari e spesso giungono numerosi sulla scia della pastura. Così, le ferrate multiple non sono certo una rarità.


All’abboccata prenderemo la canna in mano, sfilandola dal portacanna. Il pesce, esaurita la prima fuga, andrà pompato con energia proporzionata al carico di rottura della lenza impiegata. Si raccomanda una corretta taratura della frizione del mulinello. Con una azione decisa ma senza forzare mai l’azione di recupero, riusciremo ad avere la meglio sul pesce e a portarlo al raffio in meno di 5-10 minuti. Il tempo dipende naturalmente dall’attrezzatura più o meno light utilizzata e dalle dimensioni del pesce. Ricordatevi sempre che quello che conta è l’esito finale della vostra azione, non il tempo che avrete impiegato a portare il pesce in barca. Meglio quindi lasciare correre un po’ il pesce nelle prime fasi e stancarlo successivamente con un’azione senza pause ma senza rischi eccessivi. L’alletterato si comporta un po’ come il tonno e una volta esaurito l’effetto delle prime fughe, tenderà a portarsi verso il fondo e ad effettuare degli ampi giri in tondo sotto la barca. Metro dopo metro, guadagneremo filo per condurre al raffio il pesce con limitate energie in corpo.


Appena catturato, è necessario procedere con il dissanguamento del pesce. Come per i tonni, con un coltello ben affilato dovremo incidere la carne subito dietro le pinne pettorali, in zona leggermente ventrale e sui fianchi, subito prima della coda e lasciare il pesce in acqua per alcuni minuti.

 

alletterati


Le zone di pesca migliori sono quelle più meridionali della nostra regione, fino a sconfinare in Campania. A partire dal promontorio del Circeo, i posti migliori sono Gaeta, il golfo di Formia, la zona al traverso di Mondragone e di Castel Volturno,  fino alle isole di Procida e di Ischia. Le batimetriche frequentate dagli alletterati sono in genere quelle dei 50-60 metri. Naturalmente, la loro presenza è fortemente condizionata dai branchi di alici e di sarde, per questo alle volte si portano anche molto più a riva mentre altre volte è necessario spingerci più al largo, anche a 100 metri di profondità. Spesso la presenza è segnalata da mangianze imponenti, visibili anche da molto distante. Altre volte la presenza sarà segnalata dai gabbiani che si concentrano in volo in una ben determinata zona di mare. Facciamo molta attenzione a questi segnali perché se letti correttamente possono fornirci informazioni preziose per impostare nel posto giusto la nostra azione di pesca.

  

La stagione del light drifting agli alletterati inizia in genere a Giugno e si prolunga per tutta l’Estate, fino al mese di Agosto.

  

 alletterati 1

  


Purtroppo, la presenza nelle acque “amiche” di Fiumicino in certi anni è saltuaria. Se potete però organizzare qualche uscita in “trasferta” e la vostra imbarcazione è carrellabile, vi assicuro che ne può valere assolutamente la pena. Fate come noi, trasferitevi col carrello al seguito verso le zone che vi abbiamo indicato e vi assicuriamo che non ve ne pentirete.


 


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