Palamita  

La Sarda Sarda è un pesce di taglia medio-grande. Ha il corpo allungato, fusiforme, simile a quello dello sgombro e del lanzardo ma di taglia superiore, un po’ più compresso lateralmente. Le due pinne dorsali sono molto ravvicinate tra loro. Il corpo della palamita è completamente ricoperto da piccole squame che nella parte anteriore del tronco divengono di maggior dimensione e formano un corsetto. Il profilo della testa è appuntito, con mascella superiore lievemente prominente. Nella bocca, ampia, trovano alloggio i denti, abbastanza grandi e molto robusti, inclinati all’indietro e disposti su una unica fila. Il morso è piuttosto tagliente. La pinna codale è ampia e forcuta. Ai lati dello stretto peduncolo codale si trova una chiglia longitudinale accompagnata da due piccole creste convergenti verso la codale.

La palamita - 1

La colorazione è di un azzurro intenso sul dorso, quasi nera alla base della dorsale e sulla testa. Sui fianchi, superiormente l’azzurro assume riflessi verdastri ed è solcato da linee sinuose longitudinali e oblique di un nero che contrasta con la colorazione di fondo rendendole molto evidenti e caratteristiche. E’ la presenza di queste righe a rendere questa specie inconfondibile. Anche la linea laterale, ondulata, è ben visibile. Inferiormente e sul ventre, il colore dominante è il bianco argenteo con riflessi metallici.

E’ una specie pelagica, gregaria e migratoria. Nei mari italiani si trova lungo le varie coste in mesi differenti. Sulle coste laziali compare in modo massiccio all’inizio dell’Estate (Giugno) e la si incontra spesso anche in autunno. Con l’inverno la sua cattura si fa sporadica anche perché abbandona gli strati più superficiali per nuotare ed alimentarsi soprattutto a mezz’acqua. Anche quando accosta a riva, difficilmente si spinge in acqua molto bassa. E’ un pesce carnivoro. Alla base della sua alimentazione c’è soprattutto il pesce azzurro, alici e sarde in testa.

Le dimensioni sono di tutto rispetto. Può raggiungere gli 80 centimetri di lunghezza per un peso che può sfiorare i 10 chili. La taglia media è compresa tra i due ed i quattro chilogrammi. E’ presente in tutto il Mediterraneo.

La palamita - 2

E’ oggetto di intensa pesca professionale, esercitata con le palamitare e con le reti di circuizione.

Molti sono i pescatori sportivi che si dedicano ogni anno alla pesca delle palamite. Questo pesce può essere catturato a traina con esche naturali, vive o morte e soprattutto con le esche artificiali. L’azione di pesca si svolgerà prevalentemente in superficie o poco affondati in Estate ed in Autunno mentre in Inverno ed in Primavera si dovranno affondare maggiormente le lenze. Sarà comunque opportuno, specie all’inizio di una pescata, sondare più strati d’acqua, in modo da accertare quale sia la profondità alla quale stazionano i branchi di palamite. Un aiuto in tal senso ce la potranno dare, come sempre, i gabbiani che evidenzieranno l’eventuale presenza di mangianza in superficie. In questi casi, le palamite possono essere insidiate con successo con la tecnica dello spinning.

La palamita è anche una tipica preda del light drifting. Alici e sarde vengono frantumate ed utilizzate come pastura. Le stesse servono poi come esca. Il finale della lenza deve essere raddoppiato o rinforzato mediante calzetta di dacron per proteggerlo dai denti della palamita che sono abbastanza taglienti e alla lunga possono recidere il nylon. Non è, in ogni caso, necessario ricorrere all’uso del cavetto d’acciaio. La palamita è un forte nuotatore e di conseguenza un ottimo combattente che saprà mettere a dura prova la nostra attrezzatura, se proporzionata e divertire anche i pescatori abituati a prede più importanti.

A tavola la palamita non è tra i pesci più apprezzati per la bontà delle sue carni. Queste sono un po’ grigiaste, hanno una scarsa consistenza e tendono a sfilacciarsi. Inoltre, il sapore un po’ forte non incontra i gusti dei più. Hanno, inoltre, la tendenza a divenire con la cottura un po’ troppo stoppacciose. Alcuni, infine, trovano la palamita poco digeribile. Tuttavia, è possibile ricavare piatti apprezzabili ricorrendo a ricette un po’ più elaborate, nelle quali gli aromi assumono il ruolo di principale interprete. Sconsigliamo, invece, tutte quelle preparazioni molto semplici che sono più indicate per esaltare i pesci dal sapore più delicato. Buona però sfilettata e preparata in carpaccio. 


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