Serra  

Il Pomatomus Saltator è un pesce di dimensioni abbastanza grandi, dal corpo oblungo, compresso lateralmente con peduncolo codale alto e robusto e ricoperto per intero di piccole squame. La testa è ovale con occhio piccolo e bocca grande e mandibola lievemente prominente. In tutte e due le mascelle vi sono una serie di denti  triangolari e schiacciati con i bordi molto taglienti, simili ad una lama di una sega.

 un bel serra di simone

La pinna codale è forcuta ma non profondamente ed ha i due lobi grandi e uguali.Sul dorso è di color azzurro-verdastro mentre schiarisce gradualmente sui fianchi che sono argentei fino a divenire bianco nella regione ventrale.

Il serra è un pesce pelagico e gregario, un vorace predatore. Si raduna in branchi di diverse centinaia di esemplari che percorrono velocemente le acque in prossimità delle coste, alla ricerca e all'inseguimento di ogni sorta di prede. Frequenta sia le spiagge che le scogliere rocciose. Si spinge anche all’interno delle foci dei fiumi e frequenta le acque portuali. Pur essendo nuotatore potente e velocissimo non si spinge mai in mare aperto e oltre ad essere vorace è anche feroce, poichè seguita ad assalire e uccidere anche quando è sazio, persino se si tratta di prede più grandi di lui.

Il suo morso è potente e le sue mascelle tagliano e mutilano le prede come cesoie. Il nutrimento abituale è formato da sarde, acciughe, cefali e altri pesci che può cacciare nel sottoriva.

La riproduzione avviene verso la fine del mese di maggio. Le uova sono galleggianti e trasparenti con goccia oleosa.

Può superare il metro di lunghezza e i 10 kg. in peso. La taglia media è sui 50/60 cm. di lunghezza. Nel Mediterraneo è noto ovunque. Sulle coste italiane un tempo era piuttosto raro e la sua presenza era limitata alla Sicilia ed al Tirreno meridionale, ma negli ultimi anni, forse a causa dell’innalzamento della temperatura dell’acqua, si è molto diffuso, colonizzando un po’ alla volta tutto il Tirreno, isole comprese. 

Il serra - 2

La pesca sportiva viene esercitata soprattutto a traina, sia con esche naturali, vive o morte, che con esche artificiali e a spinning.

Tra le esche vive, da usare in superficie o affondate di pochi metri, il primato per efficacia spetta all’aguglia, seguita dal cefalo, dal sugarello e dalla stella. Vanno bene anche altri piccoli pesci, quali le boghe, le salpe, le mormore, i pagelli. Tra le esche che possono essere trainate anche morte citiamo il gronghetto, l’aguglia, l’anguilla.

Lungo le nostre coste, l’azione di caccia del serra si svolge principalmente in superficie ma di tanto in tanto questo formidabile predone si aggira anche sulle secche rocciose e sui relitti, anche a profondità consistenti, entrando in concorrenza con altri predatori quali il dentice e la ricciola. E’ assolutamente indispensabile l’uso sel cavetto d’acciaio come finale perché con la sua formidabile dentatura è in grado di recidere qualsiasi altro materiale, compresi tutti i tracciati ed il dacron che pure con altri pesci quali le palamite ci garantiscono un’ottima tenuta.

L’attacco è portato con una serie di morsi che servono a mutilare e uccidere la preda che poi verrà ingoiata. Di solito ciò avviene nella zona posteriore del pesce esca. E’ a questo punto che dovremo ferrare il pesce.

La reazione alla ferrata è violenta ma non potente. Non dobbiamo aspettarci una fuga di decine di metri ma anzi il serra ci verrà incontro, col rischio di mettere in bando la lenza e slamare il pesce. Altra caratteristica del suo modo di lottare è la serie di salti acrobatici, da cui trae il suo nome scientifico, che effettuerà nel tentativo di liberarsi dell’amo. Molto spesso, purtroppo per noi, questo tentativo andrà a buon fine e consentirà al serra di riguadagnare la libertà. Per imbarcare un serra di buone dimensioni è necessario disporre di un guadino piuttosto ampio che subirà vistosi danni a causa dei denti del pesce oppure di un raffio di piccole dimensioni. In ogni caso, non sarà tanto facile porre fine alla sua difesa che fino all’ultimo avrà buone chance di riuscita.

Altra pesca efficace è la traina con gli artificiali. Da preferire gli artificiali abbastanza grandi e dai colori vistosi, di superficie. Ottimi i popper che provocano schizzi sull’acqua e sono molto rumorosi. E’ proprio il rumore che può scatenare la rabbia aggressiva del serra e indurlo ad attaccare.

La stessa molla, l’aggressività, viene da noi sfruttata nella pesca a spinning. Anche con questa pesca e forse ancor più che a traina, si possono fare carnieri straordinari, sfruttando i momenti in cui i serra a caccia sono pronti a lanciarsi su tutto quanto li disturbi, o quasi.

L’azione di ricerca del pesce, come nel caso della leccia, può essere molto facilitata dalle vistose “cacciate” superficiali che i serra in branco portano in certe occasioni alle sardine od alle aguglie.

Dal punto di vista culinario, il serra è un pesce di un certo interesse. Il sapore della carne è buono, a dispetto del colore un po’ grigiastro. Si presta ad una cottura alla griglia ed al forno. Eccellenti gli esemplari piccoli cotti al sale. Può anche essere preparato in carpaccio. Ottimo, infine, per preparare il ragù con cui condire la pasta.


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