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I relitti della costa laziale


Le coste laziali non erano, anche nel passato, particolarmente pericolose per la navigazione, mancando isolette, secche e scoglietti che caratterizzano altri tratti di mare. Nonostante questo, eventi naturali ma soprattutto bellici, hanno reso le nostre acque abbastanza ricche di relitti, posti a varie profondità e distanze dalla costa.

  

Un relitto è molto di più di un semplice agglomerato di lamiere contorte e ricoperte di animali marini. E' innanzitutto la storia di quei marinai, siano essi civili o soldati, protagonisti di un evento drammatico quale l'affondamento di una nave o il precipare di un velivolo. Ogni relitto ha una storia che meriterebbe di essere raccontata. Noi qui non lo faremo, limitandoci agli aspetti esclusivamente di interesse del pescatore. 

  

     relitto

  

I relitti nel tratto di mare tra Civitavecchia e Anzio poggiano tutti su sabbia o fango. Pertanto, specie quelli di dimensioni maggiori, esercitano un potere attrattivo nei confronti dei pelagici in quanto punto di concentrazione di piccoli pesci e dunque di cibo.

  

Così, oltre a una fauna stanziale, costituita da quei pesci che eleggono le lamiere come rifugio stabile, c'è poi tutto il pesce che più o meno frequentemente possiamo trovare nei dintorni.

 

Partiamo dalle certezze. Il relitto, pur con le dovute differenze soprattutto per la profondità alla quale si trova, consente di pescare a bolentino i mafroni, le boghe i sugarelli, le tanute, i saraghi fasciati, gli scorfani, le musdee, i gronghi... Su quelli più profondi, poi, potremo trovare anche i naselli, i prai, le cernie, gli occhioni.

 

Pescando invece a mezz'acqua, spesso si trovano fitti branchi di sugarelli, lanzardi, palamite. Le tecniche: light drifting ma non solo, anche il vertical jigging.

Nei dintorni del relitto ci sono poi i grufolatori oltre a qualche bel predatore. I prai ed i fragolini (e anche i dentici) possono essere pescati sia a bolentino che con gli artificiali, piccoli jig, kabura e inchiku.

 

I predatori di passaggio, invece, dai dentici alle ricciole e ai tonni, non saranno mai oggetto di pesca specifica ma potranno essere la classica ciliegina sulla corta, frutto della canna lasciata lì e dimenticata con la sua bella esca viva, sia essa posta a fondo o amezz'acqua col palloncino.

 

 

   combattimento a jigging
  

I relitti sconosciuti sono pochi. Non vi aspettate di pescare in oasi vergini nelle quali basta lanciare un amo per prendere ogni genere di pesce. Spesso vi troverete altra gente a pescare. Spesso ci saranno le coffe calate oppure le reti. Insomma, anche in questi posti la pressione di pesca si fa sentire. Tuttavia di tanto in tanto può valer la pena farci un salto. E qualcosa, in genere, si racimola sempre.

 

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